5 errori da evitare e 5 buone pratiche da considerare nella successione aziendale

La maggior parte delle piccole e medie imprese ticinesi sono aziende a gestione familiare. Ad oggi se ne contano 21.000 su tutto il territorio e secondo una stima basata sull’età degli imprenditori circa 8.000 sono prossime al ricambio generazionale. Come ha affermato il Professor Gianluca Colombo dell’Università della Svizzera Italiana in un’intervista a Ticinonline, “non è mai stato difficile come ora rimanere competitivi e passare l’azienda alla prossima generazione”.

Il passaggio generazionale, ma più in generale il passaggio di proprietà di una qualsiasi azienda, è dunque un processo piuttosto articolato e delicato, che per andare a buon fine deve essere preparato con cura. Affrontare una situazione di questo tipo può rivelarsi tutt’altro che semplice ed è quindi fondamentale tenere in considerazione una serie di accorgimenti.

Cosa non fare quando si approccia la successione aziendale

Cominciamo analizzando cinque errori da evitare nella preparazione della successione aziendale:

  1. Concentrarsi solo sugli aspetti fiscali trascurando l’organizzazione dell’azienda. La suddivisione dei ruoli e la struttura aziendale vengono spesso trascurati, mentre sono di primaria importanza per far sì che l’azienda resti competitiva e generi utili anche dopo il passaggio generazionale.
  2. Affrontare con eccessiva fretta il passaggio generazionale. Aspettare l’ultimo minuto e trovarsi a gestire tutto troppo velocemente è sempre un errore. È invece necessario preparare il terreno affinché l’azienda sia pronta in qualsiasi momento. L’ideale è affiancare la nuova generazione alla vecchia per un periodo di tempo necessario a trasmettere le conoscenze chiave (clienti, dipendenti, produzione e vendite). Difficilmente questo affiancamento può durare meno di 3-5 anni.
  3. Smettere di innovare. Non bisogna mai distogliere lo sguardo dal futuro. Non necessariamente la ricetta di successo elaborata dalla precedente generazione sarà sempre valida anche per l’attività di quelle successive. Se e quando è necessario bisogna avere il coraggio di cambiarla e di metterla in discussione.
  4. Non avere una strategia aziendale. Non possedere una rotta ben tracciata può rivelarsi uno sbaglio cruciale in una fase di transizione. La strategia aziendale deve essere definita prima di iniziare il passaggio e deve rimanere stabile in questo periodo, allo scopo di minimizzare perdite di quote di mercato, di dipendenti chiave o di fornitori strategici.
  5. Sottovalutare l’importanza del consiglio di amministrazione. Mai trascurare il lavoro dei membri del CdA. Avere un consiglio di amministrazione strutturato, efficace e indipendente rispetto alla direzione aziendale è un fattore chiave per un passaggio generazionale ordinato e redditizio.

 

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Cinque consigli da seguire

Ora prendiamo invece in analisi cinque buone pratiche che possono contribuire a una successione aziendale di successo:

  1. Incrementare il valore della propria azienda. Si tratta di un punto imprescindibile se si è intenzionati a vendere e a mettere a frutto il lavoro di molti anni. Ciò che non va dimenticato, in questi casi, è che un’azienda sana (e quindi interessante per i potenziali acquirenti) è un’impresa in grado di funzionare indipendentemente dal suo proprietario. Chi lega troppo l’azienda alla sua persona corre il rischio di diminuirne il valore. La soluzione? Iniziare subito a lavorare sull’impresa anziché solo nell’impresa.
  2. Suddividere i ruoli. Prestare attenzione alla corporate governance è un altro punto cruciale. Vanno distinti e suddivisi con efficacia i ruoli di azionisti, membri del CdA e membri della direzione, distribuendo le cariche anche tra persone esterne alla famiglia in modo che l’azienda risulti indipendente a livello operativo dalla figura dell’imprenditore. Nelle PMI a gestione familiare, delegare è spesso una pratica di difficile applicazione: muoversi in questo senso quanto prima porta a vantaggi notevoli in ottica di successione.
  3. Occuparsi delle questioni patrimoniali. È importante dividere gli asset familiari da quelli aziendali ed evitare che vi siano dipendenze e sovrapposizioni tra i due patrimoni. Così facendo il passaggio risulterà più snello e la generazione subentrante acquisirà solamente quella parte di capitale che rappresenta il coree business.
  4. Allineare gli obiettivi delle due generazioni. Il confronto tra chi lascia e chi subentra è sempre essenziale. Per quanto le visioni strategiche possano essere divergenti, bisogna lavorare sul giusto equilibrio tra continuità e sviluppo, affinché non venga mai meno il successo dell’azienda.
  5. Rivolgersi anche a consulenti esterni. Il progetto di successione può richiedere anni di lavoro ed è per questo che è consigliabile affidare la sua pianificazione a dei professionisti del settore. Essi potranno fornire un valido aiuto nel monitorare le questioni fiscali e patrimoniali, nel proporre adeguate soluzioni organizzative e nel mediare tra i vari elementi della famiglia coinvolti. Un accompagnamento strategico di medio-lungo termine può dare una mano a realizzare un passaggio generazionale di successo.

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